La Provincia di Varese - "Orgoglio Bellora" 130 anni di storia tra Varese e mondo

06/22/2015

on La Provincia di Varese.it 22 June 2015

ll dg dello storico marchio del lusso Lazzaroni svela le strategie di consolidamento e rilancio «Investimenti indiani, il resto è made in Italy»

Bellora è per sempre. «L'essenza del marchio è racchiusa negli oltre 130 anni della nostra storia" afferma Andrea Lazzaroni, direttore generale della Giuseppe Bellora Spa, lo storico marchio del lusso nella biancheria per la casa.
Che ci svela le strategie per il consolidamento e il rilancio dopo l'acquisizione al lOO% da parte di Himatsingka Seide Ltd, grande gruppo indiano di produttori tessili di altissima fascia, perfezionata la scorsa estate a sette anni dall'ingresso nel capitale sociale.

Tredicimila metri
«Seide significa "seta" in tedesco – spiega Andrea Lazzaroni - guardare ai mercati europei fa parte del Dna di questo gruppo».
Ma è un'operazione che non stravolgerà l'identità di Bellora, racchiusa nei 13mila metri quadrati della sede, ricavati nei vecchi magazzini di una fabbrica che per Fagnano Olona è stata per decenni sinonimo di "lavoro". «Quando sono arrivato in Bellora Spa, nel '99, c'erano 250 dipendenti» ricorda Andrea Lazzaroni. Oggi ne sono rimasti 42 ,metà in sede e metà sparsi nei negozi monomarca e nei corner presenti in Italia. Ma l'orgoglio Bellora, che si sintetizza nella data di fondazione, 1883, parte integrante del marchio, non è venuto meno. «È qui, in questo edificio (un vero monumento di archeologia industriale, ndr), il nostro contenitore di idee - rivela il direttore generale - Senza questo marchio, senza le persone che ci hanno lavorato e che ci lavorano, senza questa location, questa azienda non sarebbe nulla. La storia ci ispira e racchiude l'essenza di Bellora».
Un patrimonio del territorio: non a caso le suggestive immagini per il catalogo primavera/estate sono state scattate «sul Ticino alle cinque del mattino di una giornata di luglio>>. Anche se oggi la proprietà di Bellora Spa è completamente in mani indiane.

Il fondo Riello
È un'azienda che è passata attraverso tre epoche industriali diverse: la gestione famigliare pura fino agli anni '90, l'ingresso del private equity con il fondo Riello dal 2003 al 2007 per sostenere la valorizzazione del brand e dare vigore alla distribuzione retail.
E infine l'ingresso del partner Himatsingka Seide Ltd, con advisor Deloitte, che fa entrare l'azienda di Fagnano Olona nel portafoglio di un gruppo da 400 milioni di dollari di fatturato.
«Un rigore e un'eccellenza mai visti in Europa - dice Lazzaroni degli "indiani" - In quel momento, in cui l'Europa mostrava già i primi segni di debolezza, la crescita e l'internazionalizzazione di Bellora non si potevano fermare. Servivano strategie e capitali».
Himatsingka entra con il 70% e con un accordo per la cessione del restante 30% con un meccanismo di put & call nel 2014, dimostrando di crederci fortemente. Una cessione poi anticipata di un anno, dopo un bilancio chiuso con 3,66 milioni di euro di perdite, per cogliere le tendenze del mercato e potenziare il marchio.

Rating da BBB+ ad A
«C'era bisogno di nuova linfa vitale - ammette Andrea Lazzaroni - L'investimento indiano è stato superiore ai 15 milioni di euro, ma qui a Fagnano Olona non c'è un indiano che lavora. Non abbiamo mai prodotto un capo Bellora in India, perché Himatsingka in patria ha la produzione riservata al mass market americano e filippino, che non ha nulla a che vedere con il lusso Bellora».
I risultati? Già in linea con le aspettative: rating da BBB+ ad A, più 7% per l'Ebitda, più 13% nei negozi in Italia, segnali positivi anche all'estero.
Mentre è pronto un piano di tre anni per il consolidamento sul mercato europeo (è prevista l'apertura di 18 negozi in sei anni in Russia) e lo sviluppo all'estero (dal monomarca di Kuwait City ad una campagna tivù in Corea, fino al rilancio del marchio negli Usa, con i corner nei department store e le boutique monomarca).

Materie prime naturali e al top con un indotto per 150 persone

Vero Made in Italy, per un'azienda sempre più radicata nel nostro territorio. È questa la sintesi che sta dietro al "lusso privato" della biancheria per la casa raffinata, "brand concept" di Giuseppe Bellora Spa.
«La filiera del prodotto è molto rigida e appagante – spiega Lazzaroni - materie prime naturali, l'eccellenza delle fibre mondiali, come il lino che proviene dalla Normandia e dall'Irlanda. Le filature e le tessiture sono nel mondo, visto che acquistiamo il tessuto grezzo all'estero, poi lo decliniamo per colore, stampa, ricami e confezione nella notra filiera che è tutta concentrata nelle province di Varese, Milano e Bergamo, dove assolviamo le fasi tessili e di packaging. Un indotto di circa 150 persone tra tessitori, finitori, stampatori e confezionisti. È vero Made in Italy, senza alcun dubbio».
Molto "Made in Varese", visto che la sede legale è stata recentemente spostata da Milano a Fagnano Olona. Comunicare al meglio l'identità Bellora è uno degli obiettivi che si è posto il manager Andrea Lazzaroni: «Abbiamo un bel prodotto, di grande qualità, e dobbiamo venderlo bene. A prezzo pieno per poter investire nelle collezioni successive».
Così si ricorre ai social e si sperimenta un'e-boutique che «sta andando benissimo, anche se vendere lenzuola su internet è difficilissimo», come fa notare il direttore generale.
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